La prima visita naturalistica del festival è sempre un’emozione!

Con Giovanna di NoiAlpi, che per il secondo anno ci accompagna, ci siamo avventurati nei boschi di Villa di Serio Plis Monte Bastia e Roccolo.
Si tratta di un PLIS appunto, un Parco Locale di Interesse Sovracomunale, una zona collinare che è un'importante cerniera tra le Prealpi Orobie che iniziano con il Monte Misma e l’alta pianura bergamasca con l’asta del fiume serio. Un prezioso corridoio ecologico per la fauna. 

Durante la visita abbiamo avuto modo di scovare le tracce del passaggio di animali, imparare curiosità sulle piante e le specie presenti, anche di uccelli: abbiamo infatti riconosciuto il verso di un picchio verde che ci ha accompagnati per una parte del cammino.

Sono molti i segni della presenza dell’uomo in queste zone. Dalle piantumazioni boschive a scopo didattico e per la coltivazione dei castagni e nella parte esposta a sud invece le vigne.
Sui ronchi, i terrazzamenti, la coltivazione della vite produce il noto Moscato di Scanzo che, proprio grazie alla geologia di queste zone con il Sass della Luna e altre argillosi ricche di  materia organica, contribuiscono alla bontà inimitabile del Moscato di Scanzo. 


Dirama è #CORRIDOIECOLOGICI  

Fotografie di Giulia Casamenti

Sabato 28 agosto, insieme all'associazione Cultura Contadina e a Simonetta del gruppo di Orti Nel Parco del Quintino abbiamo passato qualche ora alla scoperta dei semi.

Abbiamo parlato dell'importanza di conservare specie autoctone, di come le esigenze di mercato abbiano condizionato la produzione alimentare e agricola e di quanto sia fondamentale prendere coscienza non solo di ciò che consumiamo ma anche di quello che coltiviamo.
Attraverso un'attività di laboratorio abbiamo appreso una buona tecnica per raccogliere e conservare correttamente i semi, per poi degustare insieme alcune qualità dei pomodori offerti dall'associazione Cultura Contadina.

La visita degli orti è una tappa ormai obbligata del nostro festival che incontra il gruppo di volontari e volontarie di Orti nel Parco del Quintino sin dal primo anno di Dirama nel 2019. Anche quest'anno, grazie!

Fotografie di Anna Arzuffi

Una bellissima passeggiata quella di venerdì sulle colline di Scanzo.
Accompagnate/i da Jacopo Rota abbiamo osservato il paesaggio cercando di definire il confine, se c’è e quando c'è, tra ciò che è naturale e ciò che non lo è. Inoltre abbiamo incontrato e osservato alcune piante secolari di straordinaria bellezza presenti sul percorso.
Da Tribulina di Scanzo sino all’eremo di Santa Maria ci ha guidati dal GAP Gruppo Alpinistico presolana di Scanzorosciate che anche in questa edizione ha supportato il nostro festival! 

Foto di Giulia Casamenti

La passione, vera, profonda e la voglia di riappropriarsi della conoscenza e delle tradizioni dell'agricoltura locale.
Alessandro Breda e con lui Sara, sua moglie e Gloria, la madre, realizzano ogni giorno la bellezza di questa piccola azienda agricola nella Valle del Lujo, a Albino.
Capre, mucche e qualche maiale, nutriti con foraggi sfalciati in zona, in quella che una volta era chiamata "la piccola Svizzera". Ca del Stongia produce formaggi e salumi di altissima qualità in modo tradizionale, con pochissime tecnologie e tanta tanta cura per l'animale. Alessandro, 31 anni, è coinvolgente mentre ci racconta del suo lavoro e le sue fatiche, con orgoglio: le mucche, che ancora munge a mano ogni giorno e la produzione attenta dei (buonissimi) caprini e delle grandi formaggelle.

Fotografie di Claudio Cristini

Si sono svolti nella Sala Refettorio del Monastero di Astino, cornice di grande bellezza e prestigio, i due appuntamenti dedicati a due scienziate “madri dell’ecologismo”, che Legambiente ha organizzato e Donne per Bergamo-Bergamo per le donne, Politeia, GreenMe e il Fondo librario La Città delle Mille hanno fortemente sostenuto.

Il primo incontro è avvenuto alle ore 18,30 di sabato 10 luglio, lo stesso giorno del “disastro di Seveso” quando la diossina fuoruscita dalla fabbrica chimica Icmesa inondò il grosso borgo alle porte di Milano provocando danni immediati alla salute di animali, vegetali e umani e conseguenze nefaste protratte per anni: cancri, aborti e possibili nascite di bambini malformati. Accadeva nel 1976, 45 anni fa, e chi di noi c’era non ha mai dimenticato la disperazione, la paura e lo smarrimento che la popolazione direttamente interessata visse e trasmise al Paese intero. Nel flusso di notizie contradditorie che tutti i giornali diffusero: le dichiarazioni dell’azienda tedesca che minimizzava la portata dell’avvenimento; i rilievi preoccupanti delle agenzie lombarde preposte alla salute, si insinuò lo sguardo di una medica, scienziata, attivista ambientale e a quel tempo Consigliera regionale delle Lombardia.
Laura Conti, con la tenacia che aveva caratterizzato tutta la sua vita: partigiana, militante del Partito Comunista e ambientalista, seguì la tremenda vicenda da esperta, raccogliendo dati scientifici e testimonianze dolorose di donne, bambini e lavoratori, raccolti nel libro preziosissimo “Visto da Seveso” pubblicato da Feltrinelli l’anno successivo alla tragedia.                     
Ma poiché le era impossibile dimenticare ciò che aveva visto da vicino, e poiché era anche scrittrice, nel 1978 diede alle stampe il breve romanzo dal titolo “Una lepre con la faccia di bambina” nel quale i dodicenni Marco e Sara raccontano quel che stava accadendo e indagano sulle voci diffuse nelle famiglie e nel vicinato. Quel piccolo romanzo, con protagonisti bambini, affrontava temi fondamentali come la salute, l’ambiente, il diritto al lavoro e il tema dell’aborto, che in quegli anni le femministe e le donne discutevano con fervore e determinazione.                       
Laura Conti, nata il 31 marzo 1921 a Udine, avrebbe 100 anni quest’anno se non fosse morta nel 1993 dopo aver fondato la Lega per l’ambiente, oggi Legambiente ed essere stata pioniera dell’ecologismo italiano. Una vita intensa che ci ha lasciato saggi e romanzi di grande attualità, una memoria storica fatta di azioni e coerenza politica, una eredità che festeggiamo oggi, 10 luglio 2021 in compagnia di Costanza Panella, Presidente del Circolo Legambiente Lario Sponda Orientale e con le amiche e gli amici che, conoscendo o ignorando Laura Conti, sono stati attratti dalla biografia professionale e umana di una donna che ancora ci onora.

Il secondo incontro che Legambiente ha voluto in collaborazione con Donne per Bergamo- Bergamo per le donne, Politeia, GreenMe e il Fondo librario La Città delle Mille nel magnifico Refettorio restaurato del Monastero di Astino, era dedicato a una figura di donna, scienziata, sobillatrice di coscienze: l’americana Rachel Carson.              

Nata nel 1907 nella campagna della Pennsylvania aveva compiuto studi umanistici, ma nel 1929 si era laureata in Biologia Marina e nel 1932 in Zoologia e Genetica. La sua mente ad ampio spettro l’aveva indirizzata verso l’insegnamento universitario e la ricerca scientifica, fino al giorno fatale in cui aveva ricevuta la lettera di una donna che, vivendo in campagna, raccontava “la sua amara esperienza di un piccolo mondo ormai privo di vita”: era il 1958. Rachel ne fu talmente colpita che cominciò a indagare con la lente della biologa, della zoologa, della genetista e dell’umanista le cause di quella “Primavera silenziosa”, titolo del libro uscito negli Stati Uniti nel 1962, dopo tre anni di ricerche svolte negli Stati americani da decine, centinaia di scienziati.                               
La natura moriva sotto gli spruzzi del DDT e altri pesticidi erogati indiscriminatamente dai piccoli aerei su territori sempre più vasti. Per combattere i parassiti delle piantagioni, si uccidevano uccelli e altri animali, si inquinavano acque con conseguenze mortali per i pesci. La battaglia di Rachel Carson finì in Parlamento, le lobby chimiche che finanziavano molte campagne elettorali la attaccarono come donna definendola “isterica sacerdotessa della natura”. Dalla sua parte si erano schierati fior di scienziati che lavoravano anche per enti governativi e le inviavano aggiornamenti sullo stato di salute della terra, degli animali, delle acque: una grandiosa mole di dati confutati e precisi che solo la malafede dell’industria chimica pretendeva di ignorare.                            
“Primavera silenziosa” è una lettura necessaria per risalire alla genesi della distruzione causata dagli agenti chimici, descritta con una chiarezza strabiliante anche quando nomina i componenti letali; ed è illuminante quando racconta, con la bravura della scrittrice, i paesaggi e la loro vita intima, le metamorfosi della natura, la bellezza di ogni minima forma di vita. Rachel Carson ha avuto la forza di denunciare i danni irreparabili compiuti ai danni della natura e il grande merito di avviare un percorso di consapevolezza verso la salvaguardia dell’ambiente.                            Dedicarle il secondo appuntamento di Ecologia Femminile Plurale, è stata una scelta fondamentale, così come l’invito alla giornalista francese Sylvie Coyaud, che si occupa  di ambiente e divulgazione scientifica e ha reso omaggio alla scienziata che sessant’anni fa ha sconvolto l’America e aperto la strada all’ecologia.    

di RITA STUCCHI
Donne per Bergamo - Bergamo per le donne    

Fotografie di Claudio Cristini      

A partire dalle 6:45 del mattino sono ben due i gruppi che hanno seguito le sessioni di inanellamento uccelli alla stazione Aula Vivaio di Osio Sotto.
Quest'area boschiva realizzata sopra una vecchia discarica di inerti è diventata nel tempo l'habitat di moltissime specie di uccelli, insetti e altri animali. Molte le varietà di piante; qui troviamo anche anche un'area umida!
All'interno del bosco si trovano le reti per la cattura degli uccelli da inanellare. Le reti rimangono chiuse quando gli esperti inanellatori e le inanellatrici non sono presenti per le sessioni di ricerca.
Gli animali vengono ispezionati: muscolatura, grasso, lunghezza delle ali, età, sesso... e poi rimessi in libertà. Tutte le preziosissime informazioni permettono agli studiosi di tutto il mondo, in rete, di conoscere comportamenti e caratteristiche delle varie specie.
Una mattina ricca di tante scoperte!
Grazie all'Aula Vivaio che ci ha ospitati/e in questa Domenica.

Fotografie di Giulia Casamenti

lo spettacolo di e con Chiara Donizelli e Sebastiano Ruggeri ci ha tenute incollate.
Una performance intensa quella di Chiara Donizelli, testi e interpretazione capaci di costruire un empatia unica con la poetica e le sofferte intuizioni di questa poetessa giovane.
Il suono di batteria di Sebastiano Ruggeri, un ponte perfetto a condurci nel cerchio di Antonia... per non lasciarcene più uscire.
Perfetta anche la location, l'abbazia di Sant'Egidio in Fontanella a Sotto il Monte Giovanni XXIII.
Uno spettacolo bellissimo che speriamo abbiate presto occasione di vedere.


Fotografie di Claudio Cristini

Giovedì insieme a Giovanna del gruppo di giovani naturalisti e naturaliste Noi Alpi abbiamo percorso i sentieri che si trovano sulle colline del PLIS Monte Canto e Bedesco, nell'area sovrastante l'abbazia di Sant'Egidio in Fontanella a Sotto il Monte Giovanni XXII, qui abbiamo riconosciuto alcune specie floristiche, osservato il ricco sottobosco e incontrato alcuni simpatici cervi volanti!

Fotografie di Giulia Casamenti

La visita al Bosco dell'Allegrezza alla Valle di Astino è uno dei momenti che preferiamo e torniamo con grande piacere ogni anno a visitare questo magico luogo.
Al suo interno alberi importanti, tra i quali un olmo che è uno fra i più vecchi rimasti nella zona.
Notiamo la presenza di un querceto di specie rare e poi i frassini e i castagni. Ci sono poi gli uccelli, il picchio rosso maggiore, il picchio verde, i colombacci, la capinera e il picchio nero.. e molti altri ancora. Anche quest'anno siamo stati ospiti dell'Orto Botanico Lorenzo Rota Valle della Biodiversità qui Marina Zanga ci ha accompagnati alla scoperta delle diverse specie alimentari coltivate, un museo verde della città di Bergamo, con un patrimonio storico, scientifico e culturale da preservare, condividere e valorizzare in quanto bene comune.

Fotografie di Giulia Casamenti

Domenica mattina Dirama ci ha portate in Valle Imagna, qui esiste un luogo unico al mondo, riconosciuto in ambito scientifico a livelllo internazionale.
E' la Valle del Brunone nella quale sono stati ritrovati alcuni importantissimi reperti fossili risalenti a circa 220 millioni di anni fa.
Molti di questi sono ora esposti nel museo di scienze naturali Enrico Caffi di Bergamo.

Insieme a Pierangela dell'associazione Amici della Valle del Brunone e al naturalista Simone abbiamo visitato questa bellissima valletta verde così ricca di storia e di biodiversità: faggi, betulle, carpini, ontani, castagni, sostando per brevi momenti didattici dedicati i più piccoli alla scoperta di alcuni degli animali che abitano il bosco e il torrente, Brunone appunto. Qui abbiamo trovato delle piccole salamandre ancora prive dei tipici puntini gialli!
Nella valle sono presenti anche delle fonti di acqua sulfurea.

Con noi anche l'esperta di paleontologia Nicoletta Gervasutti, che negli anni insieme al marito ha ritrovato gran parte dei reperti rinvenuti nell'area tra cui la più famosa libellulla che porta appunto il loro nome libellula Italophlebia Gervasuttii.
Gli affioramenti rocciosi nelle pareti di questa valle sono veri e propri giacimenti paleontologici che hanno permesso di portare alla luce fossili di rettili, molluschi, crostacei, pesci e insetti...
chissà cos'altro c'è ancora sepolto là sotto!

Fotografie di Anna Arzuffi

Incontro Internazionale di Natura, Relazioni e Cura del Territorio

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Fotografie: Anna Arzuffi e Giulia Casamenti - Video: Rocco Fidanza - Illustrazioni: Alessandro Adelio Rossi - Sito web: Woodoo Studio - Grafica: Sara Altieri.

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