La Morla, il torrente Morla, è lunga circa 14 chilometri e la maggior parte di questi corrono proprio nel centro della città di Bergamo perdendosi poi nella bassa pianura, all’altezza di Comun Nuovo, in rogge e canali. 

Con l’architetto Nicola Eynard abbiamo seguito il corso del torrente riscoprendo luoghi e storie che si sono sviluppati in città proprio sulle rive di questo nostro grande fiume.  

Diversi tratti sono coperti da parcheggi a raso, che in bergamasca restano ancora una brutta abitudine architettonica, ma ci sono alcuni tratti che possiamo definire ancora “naturali” dove sulle rive si preserva una ricca vegetazione abitata da una fauna caratteristica e alcuni esemplari che sono diventati ormai amici dei Bergamaschi (un esempio è la ciclabile in Malpensata che costeggia il Morla nei pressi della clinica Humanitas).

Percorrendo il sottopasso della stazione ferroviaria abbiamo ripreso il corso del Morla all’altezza di Via Madonna della Neve dove il torrente è interamente coperto da parcheggi, qui ci siamo persi in fantasie immaginando come sarebbe bella la città con tratti di fiume riportati alla luce e ri-naturalizzati. 

Interessante la zona di Borgo Palazzo, dove sorge il bellissimo ponte in pietra cinquecentesco con l’inconfondibile scultura di San Giovanni Nepomuceno dell’artista Giovanni Sanz.
Lungo la Morla proprio in Borgo Palazzo c’erano torni, mulini e magli che utilizzavano l’acqua del fiume per creare energia. La posizione degli edifici e la conformazione dell’alveo narrano di come la vita fosse in stretta relazione con il fiume al quale le persone accedevano per lavare i panni e svolgere altre attività.
Da Borgo Palazzo ci spostiamo leggermente verso la Chiesa del Galgario; qui anticamente i frati umiliati raccoglievano il calcare (da cui il nome Galgario) proprio dai corsi d’acqua per ricavarne polvere da sparo. Il parco è ancora oggi valorizzato dalla presenza della Morla.

Spostandoci in direzione Santa Caterina troviamo un altro grande parcheggio, quello del Palazzetto dello Sport sotto il quale il Morla scorre ancora e dove un tempo c’era il ponte di Santa Caterina, l’antico snodo per lo scambio di merci tra il dentro e fuori la città. Abbiamo percorso poi la via ciclabile per eccellenza della nostra città che proprio a lato del Morla ha trovato il suo insediamento più naturale: la greenway.

Un grandissimo ringraziamento a Nicola Eynard per averci accompagnati e per la passione con cui ci ha coinvolti in questo piccolo pezzo di storia della nostra città.
È stata un’occasione unica. 

Sabato 16 luglio Dirama arriva in Valsassina.
Entrambe le visite organizzate insieme a Legambiente Lecco hanno riscosso grande successo e così anche la mostra “Io ti vedo così” messa a disposizione da UICI.
Il percorso alle Miniere di Cortabbio (andato subito sold-out!) ha coinvolto tante famiglie con bambini che, una volta uscite dalla freddissima miniera, si sono godute il caldo altrimenti eccessivo della giornata. 
Tante persone hanno prenotato sia il percorso in miniera che quello sensoriale nel bosco, alternando prima un turno e poi l’altro, godendosi la mostra nel tempo di attesa.

La visita multisensoriale nel bosco è andata molto bene, diverse persone non-vedenti hanno partecipato e tutte si sono dette soddisfatte del percorso, immerso in foglie di alberi, versi di uccelli e tante pietre da toccare e collezionare: i bambini sono tornati con le mani piene di rocce diverse che grazie all’esperienza avevano imparato a distinguere.
Un’esperienza da ripetere, fatta di collaborazione con UICI Lecco e Grignolo che si sono dimostrati, come già sapevamo, partners encomiabili e persone con cui è molto piacevole lavorare.
Un particolare grazie ad Angela, Tranquillo e Mariagrazia di UICI, Dario di Grignolo e Alice, Giulia, Marco e Selene di Legambiente Lecco che hanno reso possibile l’evento.

Lo sapevate che nei prati sulla cima del  monte Misma nidifica, a terra, il succiacapre? 
Che nel torrente Predina si trovano ancora esemplari di gambero di Fiume?

Gloria Sigismondi ci ha accompagnati per i sentieri dellOasi WWF in Valpredina svelandoci questi e altri segreti, invitandoci ad osservare con occhio attento i particolari della natura. Abbiamo così potuto scorgere ragni e ragnatele ingegneristiche, Tritoni, Libellule e farfalle di ogni colore. 

L'oasi ci si è mostrata in tutta la sua grande diversità di flora e fauna, ma anche nell'attuale sofferenza dovuta alla mancanza d'acqua, portandoci a riflettere sulla forza e l'impatto dei cambiamenti in atto.

L'oasi ospita anche il Centro di Recupero degli Animali Selvatici (CRAS), il cui staff è impegnato ogni giorno nel soccorrere in media 10 animali diversi, da piccoli mammiferi a grandi rapaci. 

Quella che abbiamo avuto la fortuna di visitare è dunque una Oasi con la O maiuscola, esemplare per gli sforzi impiegati nella tutela del Nostro patrimonio naturale.


Fotografie di Anna Arzuffi

Un’interpretazione incredibile quella di Federica Molteni di Luna e Gnac che per un’ora ci ha tenuti incollati al suo Gino Bartali, un campione sportivo ma anche di umanità. Una performance intensa e una bellissima messa in scena con coinvolgenti giochi di luci e ombre per la brillante regia tecnica di Michele Eynard.  Il pubblico, 50 persone, con gli occhi lucidi per l'emozione e con loro l’attrice che dopo molto tempo si è esibita qui, nella meravigliosa location della chiesina dell'ex monastero in Valmarina, dove questo spettacolo è nato.
Grazie al Parco Regionale dei Colli di Bergamo per averci ospitato in questa tappa del festival. 

Fotografie di Claudio Cristini

Le uscite in notturna insieme a Marco di Noi Alpi sono tra gli appuntamenti più attesi del festival.
Marco è appassionato entomologo e ogni volta ci racconta tantissime storie su ragni, scorpioni, formiche, grilli.. e nel bosco abbiamo incontrato molto altro!

Una camminata avventurosa, il buio della notte ci ha dapprima intimiditi, lasciando spazio poi alla confidenza con la bellezza del bosco.
Suoni e silenzi, rumori leggeri dei passi del gruppo e le storie di Marco.
Una piccola sorgente, nascosta a lato del sentiero, è il luogo perfetto per la riproduzione e la metamorfosi di alcune salamandre.
Nei tronchi troviamo scorpioni (luminescenti ai raggi uv!) e, osservando attentamente, ecco un piccolo rospo. Molti ragni, tra cui un ragno lupo, tessono e disfano la loro ragnatela in poche ore. 
Quasi seguendoci un picchio verde si è palesato più volte durante la nostra visita.
Cercando di disturbare il meno possibile il bosco siamo giunti in vetta al monte e davanti a noi, a riportarci nella realtà, le luci della città.

Fotografie di Giulia Casamenti

Sabato 2 luglio ci siamo ritrovati alle ore 09:00 nel piazzale della stazione FFSS Centrale di Treviglio, qui Vittorio, la nostra guida per la ciclo-escursione, ha illustrato i due percorsi ciclabili Bicipolitana di Treviglio ed Percorso Rurale della Moschetta.

Usciti dal centro abitato di Treviglio, abbiamo pedalato lungo il percorso rurale che porta a Pontirolo Nuovo (La Moschetta). Vittorio ci ha raccontato della prossima grande minaccia per questi campi agricoli: la realizzazione dell’IPB, che passerà proprio sopra l'area devastandola irreparabilmente. Ci troviamo nella zona a sud di Castel Cerreto, frazione di Treviglio

A Castel Cerreto abbiamo incontrato lo storico Luigi Minuti il quale ci raccontato, al fresco di una pergola d’uva, la storia di questo borgo, luogo di passaggio e di nascita di Santi e Cavalieri: insediamenti romani, i Rozzone, i Visconti, i Piazzoni ed infine gli Orfanotrofi Maschili di Bergamo, ora Fondazione Istituti Educativi di Bergamo.

Abbiamo pedalato poi fino al  Bosco del Castagno, una piccola oasi verde che richiama quelli che potevano essere anticamente i boschi tipici di questa zona. Abbiamo fatto quattro passi per apprezzare l’ombra e la vegetazione circostante e per scoprire alcune presenze “magiche” del bosco, sculture e disegni realizzati sui tronchi di alberi morti da alcuni artisti Trevigliesi.

Usciti dal Bosco del Castagno, ci siamo diretti a Pontirolo, incontrando la Grotta di Lourdes, luogo storico della fede; la sua realizzazione risale al 1906. Dopo aver attraversato la campagna Pontirolese, siamo giunti al RENOVAPARK; pregevole esempio di recupero, in chiave naturalistica, di una ex discarica di rifiuti, chiusa nel 1985.  (L’oasi è aperta al pubblico il sabato e la domenica)

Marcello (WWF Bergamo e Brescia) ci ha accompagnato alla scoperta dell’oasi. L’oasi è molto estesa e girarla in bicicletta ci ha permesso di visitarne parecchi angoli caratteristici. Nell’oasi ci sono alcune arnie e un punto di osservazione per i visitatori.

Marcello ci ha fatto notare un fatto “strano”: l’oasi è attraversato da un elettrodotto (e purtroppo si trova anche lungo il percorso dell’IPB) e nella zona sottostante ai cavi dell’alta tensione, la vegetazione resta “nana”, non sviluppandosi in altezza, sia per le piante che per gli arbusti e l’erba.

La giornata si è conclusa con rientro del gruppo alla stazione di Treviglio nel primo pomeriggio. 

Abbiamo visitato l'azienda agricola Silvia, guidati dal simpatico Marco Pasta, che ci ha raccontato la storia dell'azienda familiare, avviata dal padre dopo essere andato in pensione, e delle coltivazioni dei buonissimi piccoli frutti (fragole, lamponi, mirtilli, ribes) ma anche mele, pere e ciliegie che coltivano con passione. Le fragole in particolare sono coltivate fuori suolo perché negli anni, con le frequenti inondazioni, hanno perso diversi raccolti... Grazie alla collaborazione con la cooperativa Biplano, presso l'azienda si tiene un piccolo mercato a filiera corta, tutti i sabati.  E hanno pannelli solari su una serra! Ecco un modo intelligente per installare i pannelli solari in agricoltura! non consumando suolo. Raccomandatissimi: i loro gelati di frutta fresca!
Il pomeriggio si è concluso con un piacevolissimo concerto della cantante Giulia Spallino accompagnata dal chitarrista Alberto Zanini.

Fotografie di Claudio Cristini

Avrebbe dovuto essere una lunga camminata dal Parco Marenzi fino a Val Marina intervallata da momenti di riflessioni sui diversi spazi verdi attraversati.

Si  trasformata in una lunga chiacchierata in movimento, lento, che è partita dal Parco Marenzi immaginandone il collegamento con il Parco Suardi attraverso la Ex Montelungo e tante domande sulle problematiche di gestione del verde urbano in un parco storico, in un parco frequentatissimo da famiglie e bambini, nelle diverse aree verdi attraversate dalla Greenway, la pista ciclabile che da via Baioni costeggia il torrente Morla fino a Valtesse.

Mario Carminati e Federico Pelucchi hanno avuto la bravura e la disponibilità di rispondere a tutte le domande – anche quelle un po’ scomode – e di provare a spiegare come si può cercare di coniugare il tema della sicurezza dei cittadini con quello delle migliori condizioni di sviluppo del verde nei suoi diversi livelli dalla necessità di un sottosuolo sano a quello di avere spazi adeguati per lo sviluppo di ogni pianta.

E in questo anche aver incrociato un cantiere lungo la strada ha mostrato le difficoltà delle piante di crescere e ha stimolato domande e curiosità. E Mario Carminati e Federico Pelucchi non si sono risparmiati, regalando, generosamente anedotti e curiosità, raccogliendo stimoli da parte dei partecipanti e delle singole piante incontrate.

Risultato: siamo arrivati a metà del percorso previsto e abbiamo deciso di fare una seconda uscita, magari in settembre per continuare la chiacchierata e per vedere come cambia le necessità delle piante nelle diverse stagioni…

Fotografie di Anna Arzuffi

Abbiamo incontrato Paola Turroni autrice di Le sfumature del Verde al Parco Turani di Redona.

Insieme a lei, a dialogare, Barbara Meggetto Presidente di Legambiente Lombardia, Luisa Carminati di Legambiente Bergamo e componente del Consiglio delle Donne di Bergamo e Paola Brambilla avvocata esperta di diritto ambientale. L'incontro è stato moderato da Silvia Valenti Silvia Valenti giornalista e ufficio stampa di Legambiente Lombardia.

Paola Turroni ha conosciuto e ci racconta 12 donne che hanno scelto di dedicare la loro vita all’ambiente.
Da tutta Italia, in tanti ambiti differenti, dall’ingegneria, all’agraria e l’agricoltura, dalla scienza, all’associazionismo fino all’avvocatura, queste storie ci parlano di autorità, attivismo, impegno e partecipazione. E' dalla relazione con Barbara Meggetto Presidente di Legambiente Lombardia che nasce l'idea di raccontare queste storie. Meggetto dedica il lavoro a Laura Conti, maestra e "faro" dell'ecofemminismo italiano.

Presenza costante quella delle donne nell’ambientalismo, storicamente relegato a un impegno “di seconda classe”. Ora, che proprio queste questioni sono impellenti e centrali diventano le donne ad avere l’esperienza e le conoscenze di riferimento per poter indicare la strada giusta da seguire. Un libro che dovrebbe avere 3, 8, 10 seguiti per raccontare le tante storie delle donne!

Ha partecipato all’incontro l’avvocata Paola Brambilla, che ha raccontato di come il diritto ambientale fosse una materia pressoché inesistente fino a poco tempo fa. Ci ha raccontato, con la sua esperienza, dell’importanza di acquisire e saper utilizzare i giusti strumenti per portare avanti con successo le battaglie ambientaliste. Paola è sempre impegnata in prima linea con enti e associaizoni ma anche nella formazione di ragazze e ragazzi più giovani.

Luisa Carminati rappresentante di Legambiente Bergamo all'interno del Consiglio delle Donne di Bergamo ci ha raccontato del lavoro di raccolta informazioni nei quartieri che ha contribuito alla definizione del nuovo piano di gestione ponendo l'attenzione sopratutto sui bisogni delle donne e della cura nel territorio della città.

Immancabile l’appuntamento alla torre rondonaia di Bolitere, ospiti di Luciano Gelfi di Legambiente C.E.R.C.A. Brembo Oasi Verdi e della sede di Acli Boltiere dove appunto si trova la torre al centro del paese. 

Un luogo incredibile con più di 500 nidi pronti ad accogliere nei 3 mesi di fermo i tantissimi rondoni che qui arrivano dall’africa per riprodursi.
I rondoni sono dei volatori eccezionali, non di fermano davvero mai: mangiano in volo, bevono in volo, si accoppiano in volo… sono in grado di volare fino a 900 km al giorno. La sproporzione tra le ali (molto larghe), il corpo e le piccole zampette gli rende difficile la ripartenza una volta posati. 

I rondoni arrivano a Boltiere a maggio e per tre mesi nidificano e crescono i piccoli fino al primo volo e per ripartire verso sud.
Questa torre è nata come passeraia, quando ancora si allevavano i piccoli volatili per potersene poi cibare. Questo nel tempo è cambiato e la torre è diventata un rifugio, ormai riferimento, per questi uccelli migratori che qui ogni anno tornano e alcuni di essi hanno scelto di nidificare dove sono nati. 

Sul sito www.legambientebergamasca.it alla pagina dedicata alle attività di Legambiente C.E.R.C.A. Brembo Oasi Verdi attraverso una telecamera posizionata che trasmette in diretta online è possibile  “affacciarsi” su un nido h24. 

Fotografie di Giulia Casamenti

Incontro Internazionale di Natura, Relazioni e Cura del Territorio

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Fotografie: Anna Arzuffi e Giulia Casamenti - Video: Rocco Fidanza - Illustrazioni: Alessandro Adelio Rossi - Sito web: Woodoo Studio - Grafica: Sara Altieri.

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